8 ottobre 2015
SPECIAL OLYMPICS, IL SOGNO REALIZZATO DI RICCARDO

Che io possa vincere, ma se non ci riuscissi, che io possa tentarci con tutte le mie forze”.

Questo è il giuramento dell’atleta che entra a far parte del meraviglioso mondo degli Special Olympics. Perché meraviglioso? Perché Special Olympics rappresenta l’universo composto da tanti giovani che vogliono esprimere il loro talento con volontà, determinazione, passione ed l’umiltà, requisiti che contribuiscono a superare d’acchitto ogni tipo di “barriera”, sia essa strumentale che di tipo mentale, dettata dall’ignoranza e dai luoghi comuni.

Special Olympic è un organismo che lavora a fianco dei giovani con disabilità intellettiva, favorendone la crescita personale, l’autonomia e la piena l’integrazione. Sport quindi visto come strumento di aggregazione, così come inteso dai padri fondatori della civiltà minoica e micenea.

Würth ha voluto legare il proprio marchio a Special Olympic, diventando uno dei tanti “Fan”, sposandone la filosofia e sostenendone gli sforzi diretti alla valorizzazione dei giovani atleti, passo dopo passo dagli allenamenti alle gare ufficiali.

“Il meglio del genere umano!”

La frase è del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, co-presidente dei mondiali Special Olympics, svoltisi nel luglio scorso a Los Angeles dal 25 luglio al 2 agosto, che hanno registrato la partecipazione di 7000 atleti provenienti da 17 Paesi.

“I mondiali sono stati un’esperienza fenomenale per tutti – afferma Alessandra Palazzotti, Direttrice Nazionale Special Olympics. L’Italia ha fatto la sua parte conquistando 87 medaglie, senza considerare gli sport di squadra dove la medaglia è stata unica”.

Qual è stata l’affermazione che ha riservato maggiore emozione?

“Quella conquistata da Paolo Rinaldi nella gara dei 10.000 metri. Una gara tosta che ha messo a dura prova gli atleti. Paolo ha dimostrato un eccezionale temperamento, regalandoci momenti di grande intensità tanto da ricevere anche i complimenti del premier Renzi”.

I mondiali rappresentano un momento in cui l’atleta diventa protagonista, realizzando sul campo da gara il lavoro svolto in giornate dedicate agli allenamenti ed anche ad un lavoro psicologico e relazionale. Un lavoro che parte dal giusto approccio con l’atleta.

“L’approccio è legato alla persona, tutto gira attorno ad essa, si crea così un “minimondo” popolato da persone che contribuiscono alla sua formazione, educazione e sviluppo”.

Dove si concretizza il primo e fondamentale contatto con un atleta Special Olympics?

“Come in ogni ambiente sociale e sportivo, tutto parte all’interno di quegli spaccati della vita sociale che fanno parte di ogni comunità: mi riferisco alle scuole ed alle parrocchie. E qui che veniamo a contatto con atleti con o senza disabilità, con i quali è possibile avviare un percorso formativo che contribuisca alla crescita ed alla valorizzazione del giovane”

Prima del viaggio a Los Angeles, la delegazione italiana è stata ricevuta da Papa Francesco. Un momento di grande intensità emotiva che è servito anche ad alimentare la motivazione nel gruppo degli atleti azzurri.

“E’ stata un’esperienza bellissima per tutti – conferma la dr.ssa Palazzotti – siamo stati ricevuti in udienza privata dove il Santo Padre ha stretto la mano ad ognuno dei componenti della delegazione e, nel contempo,

ha sottolineato soprattutto la bellezza dello sport, di queste manifestazione che rimarca il concetto che lo sport è per tutti. Nessuno escluso”

Ed i ragazzi…?

“Gli atleti hanno risposto con grande affetto ed entusiasmo, regalando al Pontefice la torcia dei giochi ed il Pallone realizzato da Promotionline”.

E ai Giochi Estivi di Los Angeles è spiccata anche l’impresa di Riccardo Zonta che in coppia con Riccardo Frezza ha vinto la medaglia d’oro nel doppio di tennis. Riccardo è uno degli atleti “adottato” da Würth Italia, azienda che sostiene dal 2008 l’impegno “I Can” Special Olympics.

Riccardo è autistico, ha problemi con il linguaggio, ma fa capire quanto sia innamorato del suo sport. Parla poco, è vero, ma i suoi occhi ed il suo sorriso raccontano, senza bisogno di parole, le sue grandi qualità umane.

Riccardo fa parte dal 2008 del team Special Olympics. Ha vinto i Giochi Nazionali dal 2008 a Biella, fino ad arrivare a quelli di La Spezia e Venezia nel 2014.

Los Angeles è stata un tappa del percorso Special Olympic. Dopo i giochi estivi, difatti, sono in calendario quelli invernali che si terranno a Bormio nel prossimo mese di gennaio.